Le spade dell’Europa medievale (circa dal 500 al 1500 d.c.) sono evoluzioni delle spade celtiche in acciaio.

All’inizio dell’epoca Medievale queste spade tendono ad avere delle lame lunghe intorno ai 90 cm e presentano un’impugnatura che ne permette l’utilizzo ad una sola mano e sono progettate per colpire soprattutto di taglio.

Con l’avanzare del tempo tuttavia le spade si fanno più robuste e le punte sempre più affilate, e dunque vengono ottimizzate per colpire di punta (stocco) ,visto che il colpo di taglio era reso meno efficace dai miglioramenti apportati agli equipaggiamenti difensivi e dalla nascita delle prime armature costruite con piastre metalliche, che presto sostituirono l’uso della cotta di maglia tipica del periodo alto medievale; appare così la spada a due mani il cui utilizzo acquisterà sempre di più popolarità.

Possiamo suddividere ed identificare varie parti della spada ognuna delle quali poteva essere usata sia per difendere che per attaccare: la lama, l’elsa, l’impugnatura ed il pomolo. La lama era divisa in tre sezioni, che partendo dalla punta erano: il debole, il medio ed il forte.

Il debole era l’unica parte ad essere realmente affilata ed era quella che si usava normalmente per ferire l’avversario a distanza. Il medio serviva per eseguire dei bloccaggi ( le così dette prese di ferro) che erano la base per eseguire tecniche di gioco stretto (ovvero a distanza ravvicinata). Il forte era di solito la parte della lama che si usava per effettuare la parata ed era quella più vicina alla guardia.

       La guardia era la sezione che si trovava fra lama e l’impugnatura e serviva per proteggere le mani da eventuali colpi che fossero scivolati sulla lama. Poteva assumere diverse forme tramite le quali variava l’esecuzione di alcune tecniche avanzate. Anche la guardia poteva essere usata per ferire l’avversario. L’elsa, o impugnatura, era la zona in cui l’arma poteva essere impugnata.

 Per quanto riguarda la spada ad una mano e mezza, in questa porzione deva trovarsi lo spazio per tenere entrambe le mani. L’impugnatura si estendeva dalla guardia al pomolo. Il pomolo era la parte finale della spada e poteva assumere differenti forme;poteva essere usato per ferire l’avversario. Secondo il Giorgetti, terminata la spada, il maestro armaiolo e forgiatore di spade, eseguiva il collaudo alla presenza del cavaliere. Faceva tenere saldamente in mano del garzoncello di bottega,una normale mazza di ferro da combattimento, e con un colpo di spada stroncava nettamente il manico della spada.

Poi presentava il filo della spada al cavaliere, facendo osservare che nessuna ammaccatura e rittura si era fatta sul filo stesso. L’ultima prova era quella  detta  “dell’incudine”:l’armaiolo batteva la lama di piatto a metà della sua lunghezza sullo spigolo dell’incudine, e, ripresentando la lama al cliente, faceva osservare come nessuna piegatura o gobbatura risultasse sulla sua linearità.

La Spada Medievale

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